PEC obbligatoria in scadenza: guida per amministratori di società

PEC obbligatoria in scadenza: guida per amministratori di società

di Teresa Barone

26 Dicembre 2025

Obbligo PEC per amministratori di nuove società, comunicazione in scadenza: regole e chiarimenti sugli adempimenti relativi al domicilio digitale.

Per gli amministratori di società vige l’obbligo di comunicare il domicilio digitale, necessario per l’iscrizione al Registro delle Imprese. L’adempimento (di cui al comma 860, articolo 1, della Legge 207/2024, come modificato dall’articolo 13 del Decreto Legge n. 159 del 2025), solo per le società costituite dal 1° gennaio, è fissato al 31 dicembre.

Si tratta di un indirizzo eletto presso un servizio di posta elettronica certificata (PEC) valido ai fini delle comunicazioni digitali aventi valore legale. Si può quindi scegliere di comunicare, in alternativa:

– il proprio domicilio digitale personale;

– lo stesso domicilio digitale personale per le cariche ricoperte in diverse società;

– diversi domicili digitali per le cariche ricoperte in diverse società;

Non è invece possibile comunicare il domicilio digitale di un’altra società o quello riferito ad altro amministratore.

Sono tenute all’obbligo di comunicazione le imprese costituite in forma societaria, chiamando in causa gli amministratori anche se ricoprono la carica non essendo operativi o muniti di delega.pm

GDPR addio, arriva il Digital Omnibus

GDPR addio, arriva il Digital Omnibus

di Teresa Barone  18 Novembre 2025

La Commissione UE presenta il nuovo Digital Omnibus, corpus unico di regolamenti destinato ad armonizzare e semplificare le attuali regole digitali.

È in dirittura d’arrivo il Pacchetto di misure Digital Omnibus, una sorta di nuovo maxi-Regolamento UE che armonizzerà e unificherà tutte le direttive in ambito Digitale attualmente esistenti, compreso il GDPR. L’obiettivo è quello di dare vita a un sistema unificato evitando sovrapposizioni normative e conflitti relativi alle competenze tra le varie autorità europee e nazionali.

Alcune delle principali novità riguardano ad esempio le “interferenze” tra GDPR e AI ACT in tema di protezione dei dati personali. Con il Digital Omnibus, però, non saranno introdotti nuovi obblighi e sanzioni ma sarà riorganizzata la normativa esistente in modo da semplificarne l’attuazione. In materia di Intelligenza Artificiale, invece, si pensa a limitare gli oneri di conformità per le piccole e medie imprese per favorire il pieno sviluppo di questa tecnologia.

Per quanto riguarda l’Italia in particolare, l’approvazione del documento, prevista non prima del 2027, porterà a una revisione del sistema delle autorità competenti, tra cui AGCOM e Garante Privacy, al fine di evitare anche in questo senso sovrapposizioni tra Enti e settori.

Digital Omnibus UE: le novità in ambito Privacy e IA

La presentazione del Digital Omnibus Package da parte della Commissione è attesa per il 19 novembre. Lo scopo dichiarato è rendere più accessibili le regole per imprese e consumatori, ridurre le duplicazioni normative ed aggiornare strumenti oggi fondamentali come la GDPR, la ePrivacy Directive e il Data Governance Act. Tra i cambiamenti attesi segnaliamo nello specifico:

  • revisione della definizione di dati personali prevista dal GDPR, che potrebbe far uscire alcune informazioni dal campo di applicazione delle norme sulla privacy;
  • maggiore enfasi sull’interesse legittimo come base giuridica per il trattamento dei dati da parte delle imprese, anche in ambito di sistemi di intelligenza artificiale;
  • riordino degli obblighi su cookie e tracciamento online, prevedendo modalità più snelle per misurazione aggregata e statistiche, riducendo la necessità del consenso esplicito nelle ipotesi specifiche;
  • riassetto delle regole IA (AI Act), con una possibile “pausa” nei tempi di attuazione finquando gli standard tecnici non saranno adeguati.

GDPR: cosa cambia per imprese e cittadini

La modifica delle regole del GDPR non sarà soltanto una questione tecnica ma il delicato riassetto dell’equilibrio tra tutela della persona, innovazione digitale e competitività.  Le proposte correlate al GDPR aprono infatti scenari importanti e complessi.

Per i cittadini cambia la tutela se la definizione di “dato personale” diventa più restrittiva; alcune informazioni oggi protette potrebbero non esserlo più. Critici segnalano che questo possa indebolire la protezione dei dati sensibili come salute, orientamento politico o identità digitale.

Per le imprese la semplificazione punta a ridurre oneri per le PMI e favorire l’innovazione, ad esempio eliminando alcune segnalazioni obbligatorie o dichiarazioni preventive. Tuttavia, resta la necessità di monitorare attentamente la compliance, perché gli obblighi fondamentali del trattamento saranno ancora vincolanti. Non solo: è in vista una complessa revisione della documentazione normativa di riferimento e delle procedure interne (dai compiti del Data Protection Officer agli standard per l’IA). Chi opera oggi in ambito digitale dovrà già prepararsi ad aggiornare policy e adeguare contratti.

Tempi di attuazione in Italia

In Italia, dove il GDPR è recepito dal Codice in materia di protezione dei dati personali (Dlgs. 196/2003 modificato) e dalla normativa secondaria, il Digital Omnibus comporterà l’adeguamento dei regolamenti sulla privacy alle modifiche comunitarie ed un potenziale intervento legislativo nazionale per armonizzare eventuali deroghe o semplificazioni che l’UE renderà possibili. La previsione è che entro il 2027 siano emanati almeno due decreti legislativi di adeguamento, con il coinvolgimento del Garante per la protezione dei dati personali e verifiche dell’impatto normativo (regulatory fitness).

Il futuro della privacy in Europa è dunque in movimento e la velocità con cui si procederà richiede prontezza e consapevolezza.

Atti del convegno “La misurazione dei rischi climatici: gli scenari del NGFS e i possibili utilizzi”

Atti del convegno “La misurazione dei rischi climatici: gli scenari del NGFS e i possibili utilizzi”

25 novembre 2025

Sono disponibili gli atti del convegno “La misurazione dei rischi climatici: gli scenari del NGFS e i possibili utilizzi”, svolto a Roma lo scorso 10 ottobre.

L’evento, rivolto ai rappresentanti del sistema finanziario e assicurativo nazionale, è stato organizzato dalla Banca d’Italia con l’obiettivo di accrescere la conoscenza degli scenari climatici da parte degli intermediari, in particolare quelli di minori dimensioni, e di avviare un confronto con il settore privato sull’impiego di tali scenari nell’analisi dei rischi finanziari, sia fisici che di transizione.

Atti del convegno “La misurazione dei rischi climatici: gli scenari del NGFS e i possibili utilizzi”

La riduzione degli sportelli bancari e l’aumento del ricorso ai canali digitali

di Gioia M. Mariani, Andrea Orame, Ilaria Supino
Novembre 2025

Tra il 2008 e il 2022 il numero di sportelli bancari è diminuito di circa il 40 per cento. Il calo è stato maggiore nelle regioni settentrionali e si è intensificato a partire dal 2015. Alla riduzione degli sportelli bancari non si è associato un peggioramento nell’accesso delle famiglie ai servizi finanziari.

I dati dell’Indagine sui bilanci delle famiglie, infatti, indicano che la quota di nuclei con almeno un deposito presso un intermediario (bancario o postale) è aumentata, superando il 97 per cento nel 2022 (ultimo dato disponibile). In una prima fase la crescita di tale quota è stata sostenuta dall’espansione dei servizi offerti dagli sportelli postali; successivamente la quota di nuclei con un deposito bancario è anch’essa aumentata, favorita da un maggiore ricorso al canale digitale.

Rimangono differenze significative nel modo in cui le famiglie ricorrono ai canali digitali. In base ai dati dell’Indagine, nel 2022 la quota di nuclei che dichiaravano di aver fatto ricorso a forme di collegamento a distanza con intermediari era pari al 25 per cento tra quelli con un capofamiglia con più di 65 anni, a fronte del 66 per cento tra i nuclei più giovani. È plausibile che queste differenze si attenuino in futuro: quasi il 60 per cento dei nuclei con un capofamiglia di età compresa fra 51 e 64 anni, infatti, ha usato il canale digitale per accedere ai servizi finanziari.