Identificazione delle istituzioni a rilevanza sistemica nazionale autorizzate in Italia

Identificazione delle istituzioni a rilevanza sistemica nazionale autorizzate in Italia

Sulla base dei dati riferiti al 31 dicembre 2024 la Banca d’Italia ha identificato i gruppi bancari Intesa
Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, ICCREA e Banca Nazionale del Lavoro come istituzioni a
rilevanza sistemica nazionale (Other Systemically Important Institutions, O-SII) autorizzate in Italia.

https://www.bancaditalia.it/media/comunicati/documenti/2025-02/Comunicato_O-SII_14112025.pdf

Identificazione delle istituzioni a rilevanza sistemica nazionale autorizzate in Italia

Risultati della rilevazione sul “rating di legalità” – Anno 2025

La Banca d’Italia pubblica i risultati della rilevazione sul “rating di legalità” condotta nel corso
del 2025 presso il sistema bancario. La rilevazione esamina gli effetti del possesso del rating di legalità
sulle condizioni praticate alle imprese in sede di concessione o di rinegoziazione di un finanziamento.

https://www.bancaditalia.it/media/comunicati/documenti/2025-02/cs-Rating-legalita-2025.pdf

 

 

Cookie, cambia tutto: le nuove regole UE rivoluzionano consenso e tracciamento online

Cookie, cambia tutto: le nuove regole UE rivoluzionano consenso e tracciamento online

di Anna Fabi – 20 Novembre 2025

Il Digital Omnibus rivoluziona i cookie: banner ridotti, segnali browser, meno invasività ma più responsabilità per gli utenti nella gestione del consenso.

Il nuovo pacchetto legislativo in materia digitale appena presentato dalla UE (il Digital Omnibus Package) è destinato a ridefinire in maniera rivoluzionaria le regole applicate nei paesi dell’Unione Europea in materia di cookie, tracking (tracciamento e profilazione) e gestione del consenso online.

Il nuovo assetto mira a semplificare la navigazione per gli utenti e alleggerire gli oneri delle imprese, pur mantenendo gli standard di protezione dei dati. Ma non manca il risvolto della medaglia. Vediamo tutto.

 

Il pacchetto legislativo tocca vari aspetti operativi e sostanziali. L’impatto è dirompente per gli utenti (che vedranno cambiare in modo radicale la loro esperienza di navigazione) ma soprattutto per le aziende, che dovranno riprogettare i loro sistemi di raccolta del consenso. Le modifiche riguardano non soltanto l’ampliamento delle eccezioni al consenso e l’introduzione di segnali automatici machine-readable ma anche una revisione del rapporto tra le norme sul tracciamento e il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).Ecco di seguito una pratica sintesi delle novità in arrivo.

  •  Eccezioni al consenso: alcune tecnologie di tracking – come cookie o strumenti analoghi – potranno essere utilizzate senza esplicito consenso dell’utente per scopi quali sicurezza del servizio, misurazione dell’audience o funzionalità richieste direttamente dal soggetto. Questo amplia le deroghe già previste nell’attuale direttiva ePrivacy.
  •  Segnali automatici e preferenze implicite: viene introdotta l’ipotesi che browser, sistemi operativi o wallet digitali possano inviare segnali machine-readable che indicano le preferenze dell’utente in materia di tracking (ad esempio «non consentire cookie di profilazione»). Le aziende saranno tenute a rispettare tali segnali una volta adottati gli standard tecnici.
  •  Interazione con il GDPR: la proposta chiarisce che, quando il tracciamento implica il trattamento di dati personali, sarà possibile fare riferimento al GDPR come base giuridica, superando in parte le sovrapposizioni tra regole e semplificando l’interpretazione.
  •  Maggiore chiarezza per gli utenti: obblighi di trasparenza rafforzati, possibilità per gli utenti di revocare il consenso in un semplice click, e pausa temporale (ad esempio sei mesi) durante la quale non sarà riproposta la richiesta di nuovo consenso per le stesse finalità.

Come dovranno adeguarsi aziende online e siti web

Le imprese online, i gestori di siti web e le piattaforme digitali dovranno adeguarsi a un nuovo scenario in cui la gestione del consenso e del tracciamento diventa più flessibile ma anche tecnologicamente più orientata.

  •  Revisione banner cookie e CMP: i consueti pop-up che richiedono «Accetta / Rifiuta» dovranno essere rivisti. Potrebbe essere necessario implementare sistemi che riconoscono i segnali automatici di preferenza o integrarli nei browser. Occorre valutare il flusso utente attuale e prepararsi a nuove modalità tecniche.
  •  Audit delle finalità non soggette a consenso: occorre verificare quali attività di tracking possono rientrare nelle eccezioni (misurazione dell’audience, sicurezza, funzionalità strettamente necessarie) e documentare gli ambiti, le basi giuridiche e i processi che ne garantiscono la legittimità. Le imprese che intendono avvalersene devono essere pronte a motivare la scelta in caso di controllo.
  •  Integrazione con sistemi tecnici avanzati: per gestire segnali automatici, sarà necessario aggiornare cookie banner, tag manager, gestori di consenso e potenzialmente collaborare con browser o fornitori di wallet/stack tecnologici. Le PMI dovranno valutare investimenti in piattaforme compatibili con i nuovi standard.
  •  Formazione e compliance interna: team legale, IT e marketing dovranno collaborare per aggiornare policy interne, modulistica, informative privacy e meccanismi di revoca del consenso semplificata. Inoltre, le imprese dovranno monitorare il processo legislativo e prepararsi a modifiche nazionali che recepiranno le direttive UE.

I vantaggi per gli utenti e i rischi da considerare

 

  •  Meno pop-up ma più tracciamento implicito? Le eccezioni al consenso potrebbero favorire modalità di raccolta dati meno visibili, soprattutto per la misurazione dell’audience o la sicurezza, con implicazioni per la profilazione.
  •  Segnali automatici, trasparenza o black-box? Se i segnali machine-readable diventassero uno standard, l’utente dovrà comprendere come impostare le preferenze e conoscere l’impatto reale sui cookie e il tracking. È importante che le impostazioni siano chiare, facilmente accessibili e persistenti.

Quale impatto sui diritti degli utenti? Nonostante le promesse, alcune organizzazioni per la tutela della privacy segnalano che le modifiche potrebbero “erosionare” i diritti previsti dal GDPR. È fondamentale che gli utenti conservino effettive possibilità di controllo e revoca del tracciamento.

È mancato Maurizio Sella

È morto Maurizio Sella, 83 anni, leader del gruppo di famiglia e protagonista nel sistema bancario italiano ed europeo

Sella, alla guida delll’istituto per quasi sei decenni, ha guidato Banca Sella e la holding. Dal 1990 al 2006 è stato presidente dell’Abi. La società: un grande esempio di dedizione, saggezza, lungimiranza e imprenditorialità

È morto Maurizio Sella. La scomparsa del banchiere e figura di primo piano della finanza italiana, è avvenuta nella tarda serata di sabato 22 a 83 anni, a causa di una malattia che si è «improvvisamente e rapidamente aggravata» ed è stata annunciata con «profondo dolore» con una nota del gruppo Sella.

Il ceo Pietro Sella, a nome dei familiari, dei cda e dei colleghi, ha ricordato come Maurizio Sella (che nei mesi scorsi aveva lasciato la presidenza di Banca Sella Holding passando il testimone a Giovanni Petrella) abbia dedicato «fino all’ultimo momento, anche in questi giorni di sofferenza fisica, ogni singolo istante a lavorare per l’azienda e per la famiglia». Per il gruppo, ha sottolineato, Sella rappresenta «un grande esempio di dedizione, saggezza, lungimiranza e imprenditorialità».

Una vita nella banca di famiglia

Laureato in Economia e Commercio all’Università di Torino nel 1966, Sella entrò in Banca Sella lo stesso anno, fondata nel 1886 da Gaudenzio Sella insieme ad altri sei fratelli e cugini. Come da tradizione familiare, iniziò dallo sportello, percorrendo tutte le tappe della carriera.

Raccontando il proprio percorso, Sella sottolineava di aver «respirato fin dalla nascita valori quali l’intraprendenza, l’imprenditorialità, il senso del dovere, l’etica del lavoro, l’onestà, la dedizione all’impresa di famiglia, l’amore per il cliente che ci dà il pane».

Leadership e innovazione

Maurizio Sella ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato e direttore generale dal 1974 al 2002, guidando la crescita nazionale della banca e innovandone organizzazione, infrastrutture tecnologiche e servizi. Dal 2000 fino a maggio 2025 è stato presidente di Banca Sella Holding e di Banca Patrimoni Sella & C., contribuendo anche alla creazione della holding di famiglia, di cui è stato presidente dal 1989 al 2021.

Riconoscimenti e onorificenze

Grazie al suo impegno imprenditoriale, Sella è stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 1991 e Cavaliere di Gran Croce nel 2018, il grado più alto dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Dal 2019 presiede la Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro, dopo aver guidato il Gruppo Piemontese.

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Ho avuto modo di lavorare con lui sia in ABI sia in Centrale dei Bilanci. Ho molto imparato nel comportamento e nello stile.

Lo ricordo con affetto e riconoscenza per il percorso professionale condiviso.

Il sistema bancario perde un grande esempio di dedizione al lavoro e a quei valori morali che tanto invochiamo.

Nessuno ti dimenticherà. Riposa il pace.

Bruno Maineri