Banca Ifis premiata per il miglior programma ESG in Europa da Extel

Banca Ifis premiata per il miglior programma ESG in Europa da Extel

3 Luglio 2025

Per il secondo anno consecutivo, Banca Ifis è stata premiata per il Best ESG Program a livello europeo nel segmento Small e Mid Cap da Extel, società internazionale di ricerca precedentemente conosciuta come Institutional Investor Research. Il riconoscimento è il risultato del percorso di trasformazione sostenibile del modello di business di Banca Ifis tracciato dal Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio. Un percorso che si è tradotto in un’agenda ESG strutturata che interviene in tutte le aree della sostenibilità, in particolare nel sociale attraverso il Social Impact Lab Kaleidos che promuove iniziative culturali, sociali e di supporto al territorio e al benessere della collettività. Oltre al premio per il Best ESG Program a livello europeo, Extel ha premiato anche la governance e il management di Banca Ifis. Il Consiglio di amministrazione si è aggiudicato il terzo posto come Best Company Board nel settore Financial Institutions, Specialty finance, mentre Frederik Geertman, Amministratore Delegato di Banca Ifis, raggiunge il secondo posto nella classifica europea di Best CEO nel settore Financial Institutions, Specialty finance, riflettendo i voti sia degli investitori istituzionali che degli analisti finanziari. Entra in classifica anche il CFO Roberto Ferrari che raggiunge la decima posizione europea nel segmento dedicato ai direttori finanziari.

Infine, Extel ha confermato la leadership di Banca Ifis nelle categorie Best IR Professional e Best IR Team in Europe, oltre a conferire il riconoscimento di Best IR Program. Questi riconoscimenti confermano la trasparenza comunicativa di Banca Ifis e l’apertura al dialogo con analisti, investitori e stakeholder che vede coinvolto direttamente l’intero top management. I riconoscimenti assegnati da Extel, fornitore di ricerca indipendente che opera sul mercato da oltre 50 anni, saranno consegnati durante una cerimonia di premiazione a Londra e si basano sui risultati di un ampio sondaggio condotto tra circa 1.800 investitori istituzionali e analisti finanziari che sottolineano il forte e crescente apprezzamento della comunità finanziaria internazionale per il gruppo Banca Ifis, impegnata attivamente su innovazione, impatto sociale e sostenibilità.

L’impegno ESG di Banca Ifis

Per Banca Ifis la sostenibilità rappresenta una leva strategica di business. Su impulso del Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio, la Banca ha avviato dal 2019 un percorso di trasformazione ESG del proprio modello. Il primo passo è coinciso con l’integrazione della sostenibilità nel piano industriale strategico D.O.E.S., e la definizione di una governance strutturata attraverso un comitato di Sostenibilità, sia a livello di direzione manageriale che endoconsiliare, per un presidio strategico delle attività. Al centro dell’azione della banca c’è la dimensione sociale, che si esprime in un’agenda dedicata realizzata attraverso il Social Impact Lab Kaleidos. Forte di 7 milioni di euro di investimenti nel triennio 2021-24, Kaleidos ha dato vita a progetti di collaborazione pubblico-privato attraverso iniziative a elevato impatto sociale in tre differenti aree: cultura e territorio; benessere delle persone; collettività.

Per misurare gli effetti delle proprie progettualità, Banca Ifis ha sviluppato un modello di misurazione dell’impatto sociale in collaborazione con il Politecnico di Milano che ha evidenziato come i progetti di Banca Ifis abbiano un moltiplicatore medio di impatto pari a 5,6: tradotto in termini pratici, a fronte di un euro investito è stato creato valore sociale per quasi 6 euro. Grazie a questo modello, Banca Ifis traduce la dimensione S dell’acronimo ESG in un valore concreto, rendendo misurabili le azioni e superando ogni rischio di greenwashing. Sempre sul fronte delle iniziative sociali, nel mese di aprile 2024, ha preso vita Ifis art, il progetto voluto dal Presidente Ernesto Fürstenberg Fassio che raccoglie tutte le progettualità realizzate dalla Banca per la valorizzazione dell’arte, della cultura, della creatività contemporanea e dei loro valori. Tra queste appartiene il Parco Internazionale di Scultura presso Villa Fürstenberg a Mestre, che ad oggi ospita opere di maestri della scultura contemporanea; oltre che il salvataggio e la messa in sicurezza dell’opera Migrant Child di Banksy a Venezia e i lavori di restauro per rendere nuovamente fruibile alla comunità l’immobile che lo ospita, Palazzo San Pantalon.

Anche in ambito ambientale, la banca ha avviato numerose iniziative: Banca Ifis è stata la prima challenger bank in Italia ad aderire al Net Zero Banking Alliance (NZBA), il programma di iniziative finanziarie sostenibili lanciato dalle Nazioni Unite e ha sviluppato prodotti e servizi ad hoc per accelerare la transizione green delle piccole e medie aziende, come soluzioni ad hoc per l’adozione della mobilità elettrica e dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

La solidità del percorso intrapreso per integrare la sostenibilità nel proprio modello di business è stata certificata anche da MSCI, società statunitense leader globale nell’assegnazione dei rating ESG alle aziende quotate, che ha recentemente attribuito a Banca Ifis il rating “AAA”, il livello massimo nella sua scala di valutazione, in cui rientra solo il 3% delle società che operano nel settore finanziario a livello internazionale. L’impegno di Banca Ifis nella sostenibilità è certificato dai principali rating internazionali, nei quali la banca si posiziona ai massimi livelli. Oltre a MSCI, Banca Ifis ha ottenuto da parte di Moody’s un punteggio di impatto creditizio ESG (CIS) di 2, confermandola come un esempio virtuoso sul mercato; e la valutazione di B, in una scala da F ad A, da parte di CDP (già Carbon Disclosure Project), organizzazione non profit che valuta l’impatto ambientale delle aziende.

 

Autorità europee di vigilanza ESA, online le linee guida per integrare i rischi ESG negli stress test di banche e assicurazioni

Autorità europee di vigilanza

ESA, online le linee guida per integrare i rischi ESG negli stress test di banche e assicurazioni

Le Autorità europee di vigilanza (EBA, EIOPA ed ESMA – le ESA) hanno avviato una consultazione pubblica sulla loro bozza di Linee guida congiunte sugli stress test ESG, come previsto dalla Direttiva sui requisiti patrimoniali e dalla Direttiva Solvibilità II.

Le nuove Linee guida definiscono le modalità con cui le autorità competenti per i settori bancario e assicurativo dovrebbero integrare i rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) nell’esecuzione degli stress test di vigilanza. L’obiettivo è armonizzare metodologie e prassi tra le autorità di vigilanza nei settori bancario e assicurativo, garantire la proporzionalità e migliorare l’efficacia e l’efficienza degli stress test ESG.

Presentata dal Comitato Congiunto delle ESA, la bozza stabilisce un quadro comune per lo sviluppo di metodologie e standard per gli stress test relativi ai fattori ESG nell’intero sistema finanziario dell’UE. Nello specifico il documento offre indicazioni dettagliate sulla progettazione degli esercizi di stress, includendo scenari ESG e criteri di valutazione coerenti, oltre a specificare i requisiti organizzativi e di governance che dovrebbero essere adottati. Tra questi, l’impiego di personale qualificato con competenze specifiche in materia ESG, l’implementazione di sistemi efficaci per la raccolta e gestione di dati ESG affidabili e di alta qualità, nonché la definizione di tempistiche adeguate per condurre analisi di scenario robuste e tempestive.

Con l’obiettivo di promuovere un approccio coerente e a lungo termine agli stress test ESG, la bozza delle Linee guida è concepita per accogliere futuri progressi metodologici e miglioramenti nella disponibilità dei dati.

Le ESA invitano le parti interessate a fornire il proprio feedback sul documento di consultazione rispondendo alle domande tramite un sondaggio online entro e non oltre il 19 settembre 2025. Tutte le risposte saranno pubblicate sui rispettivi siti web delle ESA, salvo diversa richiesta. Inoltre è prevista anche un’udienza pubblica in programma per il 26 agosto 2025, dalle 10:00 alle 12:00 CEST. Ulteriori dettagli, comprese le credenziali di accesso, saranno forniti in prossimità della data dell’evento.

Alcuni punti salienti della bozza per integrare i rischi ESG negli stress test finanziari

Uno degli elementi centrali della proposta riguarda la distinzione tra due principali obiettivi degli stress test. Da un lato, c’è la valutazione della resilienza finanziaria di breve e medio periodo, orientata a misurare la capacità delle istituzioni di far fronte a shock legati ai rischi ESG, in un orizzonte temporale che non supera i cinque anni. Dall’altro, vi è l’analisi dell’impatto dei fattori ESG sul modello di business delle imprese nel lungo periodo, anche oltre i dieci anni. In quest’ultimo caso, si punta a comprendere se strategie e operazioni siano sostenibili alla luce delle trasformazioni climatiche, sociali e regolamentari in atto.

Nel definire le priorità di intervento, le ESA propongono un approccio graduale. La prima fase prevede il focus sui rischi ambientali e in particolare su quelli climatici, distinguendo tra rischi fisici, quali eventi meteo estremi o fenomeni legati alla perdita di biodiversità, e rischi di transizione, ovvero quelli connessi al cambiamento normativo, tecnologico o reputazionale indotto dalla transizione verso un’economia a basse emissioni. Solo in un secondo momento, e in funzione dell’evoluzione dei dati e delle metodologie, sarà possibile estendere l’analisi anche alle componenti sociali e di governance.

La bozza sottolinea inoltre la necessità di calibrare lo sforzo richiesto in base al grado di esposizione ai rischi ESG di ciascun ente. Il principio di materialità guida infatti tutta l’impostazione metodologica, richiedendo alle autorità competenti di adottare un approccio basato sul rischio, capace di individuare con precisione quali minacce siano più rilevanti a seconda del portafoglio, del settore di attività o della localizzazione geografica degli enti vigilati. Questo permette di evitare un’applicazione indiscriminata dei test e di contenere gli oneri amministrativi, pur mantenendo alto il livello di vigilanza.

Dal punto di vista operativo, il documento raccomanda una definizione attenta degli scenari di stress, che devono essere plausibili ma severi, costruiti a partire da basi scientifiche solide e coerenti con i dati disponibili.

Ampio spazio viene dedicato anche agli aspetti organizzativi. Le autorità dovranno dotarsi di risorse umane con competenze specifiche in materia ESG e stress testing, sviluppare infrastrutture informatiche adeguate per la raccolta, la gestione e l’analisi dei dati, e predisporre meccanismi di validazione e controllo qualità dei risultati. La disponibilità di dati ESG affidabili e aggiornati è considerata un prerequisito essenziale per la riuscita dell’intero processo. In assenza di informazioni complete, le autorità potranno fare uso di proxy o stime ragionevoli, ma dovranno nel contempo stimolare gli enti a migliorare le proprie capacità interne di raccolta e rendicontazione.

ECB and AMLA sign agreement on cooperation

ECB and AMLA sign agreementon cooperation

By Simon Lovegrove (UK) and Nikolai de Koning on Jul 03, 2025 08:59 am

On 3 July 2025, the European Central Bank (ECB) announced that it had signed a Memorandum of Understanding (MoU) with the European Anti-Money Laundering Authority (AMLA).

The MoU has been concluded as part of the new EU anti-money laundering package and fulfils the legal requirement under Article 92(3) of the Regulation establishing the AMLA for AMLA and the ECB to establish a supervisory cooperation agreement.

EBA consults on draft guidelines on ancillary services undertakings

Norton Rose Fulbright LLP
Global Regulation Tomorrow

EBA consults on draft guidelines on ancillary services undertakings

By Simon Lovegrove (UK) and Michael Born (DE) on Jul 07, 2025 10:46 amOn 7 July 2025, the European Banking Authority (EBA) issued a consultation paper containing draft guidelines on ancillary services undertakings specifying the criteria for the identification of activities referred to in Article 4(1)(18) of the Capital Requirements Regulation (CRR).

Background

In November 2017, the EBA published an opinion and a report on matters relating to other financial intermediaries and regulatory perimeter issues. In that opinion, the EBA observed that the definitions of ‘ancillary services undertaking’ and ‘financial institution’ set out in points (18) and (26) of Article 4(1) of the CRR, were prone to different interpretations across the Member States.

Regulation (EU) 2024/1623 amending the CRR has amended, among others, the definitions of ‘ancillary services undertaking’ and ‘financial institution’ under points (18) and (26) of Article 4(1) of the CRR, respectively. Article 4(5) of the CRR, as amended by Regulation (EU) 2024/1623, mandates the EBA to issue guidelines, in accordance with Article 16 of Regulation (EU) No 1093/2010, to specify the criteria for the identification of activities referred to in paragraph 1, first subparagraph, point (18) of Article 4 of the CRR.

Draft guidelines

The purpose of the draft guidelines is to define clear, simple and consistent criteria for the identification of activities that fall under the definition of ancillary services undertaking as per Article 4(1)(18) of the CRR (as amended).

The draft guidelines contain five sections:

  • General provisions.
  • Criteria to determine activities to be considered a direct extension of banking under Article 4(1)(18)(a) of the CRR (as amended).
  • Criteria to determine activities to be considered ancillary to banking under Article 4(1)(18)(b) of the CRR (as amended).
  • Determination of activities to be considered similar to points (a) and (b) under Article 4(1)(18)(c) of the CRR (as amended).
  • Principal activity of an ancillary services undertaking.

Next steps

The deadline for comments on the EBA’s consultation is 7 October 2025.

The EBA will also hold a virtual public hearing on the consultation on 2 September 2025 from 10:00 to 11:30 CET. The EBA invites interested stakeholders to register by 26 August 2025.

When finalised the guidelines will be translated into the official EU languages and published on the EBA’s website. The deadline for Member State competent authorities to report whether they comply with the guidelines will be two months after the publication of the translations.